Progetto Snodi

Il Progetto Snodi denota il nuovo modello socio sanitario integrato perl’accoglienza e riabilitazione psicoeducativa di giovani (adolescenti e in età di transizione) con Disturbo di Personalità Borderline (DPB). Il progetto è stato sperimentato per la prima volta in Italia dalle Comunità Educativa Artemisia Junior a Cavenago d’Adda (LO) e Alda Merini (progetto sperimentale) a Castellanza (VA). Le comunità hanno sviluppato in comune accordo una metodologia innovativa per l’accoglienza, la riabilitazione e il trattamento di giovani dai 14 ai 21/24 anni1. Oltre alla metodologia esse condividono la progettazione, gli strumenti, i criteri di verifica degli stati di avanzamento, gli
obiettivi e le finalità generali.

La responsabilità del Progetto Snodi è affidata al Dott. Carlo Arrigone –Psicologo e Psicoanalista – già responsabile della Comunità Artemisia Junior e responsabile della comunità Alda Merini di Castellanza (VA) da settembre 2016.
Il Progetto comporta una profonda rivisitazione del tradizionale modello comunitario di cui si elencano di seguito le articolazioni principali:

  • Componenti dell’equipe: Responsabile di Comunità, Coordinatore, Supervisore (Psichiatra – psicoterapeuta ideatore del metodo GET referente clinico del trattamento); Psicologo – psicoterapeuta esperto del metodo GET; operatori con specifica formazione per il trattamento di gruppo secondo il metodo GET2 (Gruppi Esperienziali Terapeutici), operatori con specifica formazione per la conduzione, nelle 24 ore, della comunità. Tutte le figure partecipano all’equipe settimanale di supervisione di tutte le attività e di tutti i
    casi. È inolte prevista la partecipazione stabile del Direttore Generale dei Centri Snodi come supervisore organizzativo del Progetto.
  • Attività di trattamento, educative, riabilitative e sociali: a tutte le minori è garantita la partecipazione alle attività di trattamento nei gruppi 1 Fino a 24 anni solo nella comunità Alda Merini. 2 Il metodo GET, di prossima pubblicazione e validazione scientifica, è stato messo a punto dal Dott. Raffaele Visintini e collaboratori nel contesto del Day Hospital dell’Ospedale San Raffaele di Milano dedicato al trattamento dei disturbi di personalità borderline in giovani pazienti.

Il Centri Alda Merini e Artemisia Junior si pregiano di aver coinvolto – unici in Italia – nelle proprie equipe il Dott. Raffaele Visintini per realizzare un progetto sperimentale finalizzato alla creazione di un nuovo modello socio sanitario integrato, psicoterapeutici, il tutor individuale, l’operatore di riferimento, il coinvolgimento nelle attività educative, parascolastiche e nei laboratori riabilitativi. Inoltre è garantito il monitoraggio settimanale di tutti i progetti individuali.

Sono favorite le attività sociali sia obbligatorie (formazione scolastica secondo l’inclinazione personale) sia del tempo libero in armonia con i progetti individuali e con le condizioni di salute psicofisica personale.

  • Collaborazioni: il progetto sperimentale di Presa in Carico Integrata è attuato grazie alla collaborazione tra comunità Artemisia Junior e la comunità Alda Merini. Importanti anche le collaborazioni con il comune di Castellanza (titolare della sperimentazione) e con il Day Ospital dell’Ospedale S. Raffaele per la ricerca relativa alla validazione scientifica dei risultati raggiunti.
  • Inserimenti: le richieste di inserimento sono valutate dal responsabile della comunità e dallo psichiatra attraverso alcune visite e in base alla documentazione sociale e clinica fornita. La prima fase di inserimento ha
    durata di tre mesi, durante i quali viene effettuato uno screening diagnostico e motivazionale che utilizza diverse figure e strumenti. Nello stesso periodo si osserva il coinvolgimento dell’ospite nelle attività della comunità e nei rapporti con il gruppo di pari e con gli operatori, inoltre si inizia il lavoro motivazionale
    rispetto al trattamento. I risultati raccolti in questa prima fase, con il coinvolgimento di tutta l’equipe integrata, vergono consegnati al responsabile, per la comunicazione ai servizi invianti e specialistici. Alla prima fase
    dell’inserimento spetta stabilire la presenza di tutti i fattori di idoneità soggettiva al percorso riabilitativo comunitario, atti a determinarne la prosecuzione. In assenza di tali fattori il responsabile della comunità condivide le valutazioni emerse con la finalità di individuare con gli invianti il servizio
    più idoneo al nuovo collocamento.

REFERENTE UNICO PER GLI INSERIMENTIDOTT. CARLO ARRIGONE
Cell.3484901855
e-mail:arrigone@ilsentiero.org, ajunior@snodi.net, aldamerini@snodi.net