Centri_Artemisia

 

I Centri  Artemisia sono “Comunità Educative Mamma-Bambino” che operano in Lombardia e Piemonte, nelle province di Lecco, Lodi e Alessandria. Sono Centri di accoglienza di donne, anche con figli, in situazione di disagio familiare, sociale, psicologico. La loro attività si concentra su interventi in favore della tutela del minore, del sostegno e della verifica delle competenze genitoriali e del sostegno alla maternità.

I Centri Artemisia fanno parte della rete territoriale per il contrasto alla violenza sulle donne. 

Attualmente sono operanti le seguenti strutture:

 

I Centri Snodi, nati nel 2009, accolgono minori e neo-maggiorenni fino ai 24 anni di sesso femminile con diagnosi di disturbo di personalità borderline.

Apertura Alloggio per l'autonomia per padri con figli a Casale Monferrato

E' ufficialmente iniziata l'attività dell'Alloggio per l'autonomia collegato alla comunità genitore-bambino "Santa Teresa" a Casale Monferrato (AL), che ospita anche padri con figli. L'esperienza è tra le prime avviate in Piemonte e rappresenta una novità nel panorama socio-assistenziale nazionale. L'Alloggio per l'autonomia "Santa Teresa" incrementa la rete già esistente degli alloggi per gli autonomia collegati ai Centri Artemisia La Bussola di Merate (LC) e L'Incoronata a Zorlesco di Casalpusterlengo (LO).

Cooperative learning tra ospiti

Dal mese di gennaio 2017 le ospiti e le operatrici della comunità "Casa la Vita" a Lecco sono diventate protagoniste nel mettere a disposizione delle mamme della struttura le proprie passioni e competenze. Da una semplice richiesta delle ospiti che desideravano occupare il proprio tempo libero si sono realizzati dei veri e propri mini-corsi affinché operatrici e mamme potessero condividere il proprio sapere e saper fare. Yoga, pasta fresca, ballo latino americano, arte e pittura, riciclo, manicure e make-up, spagnolo, panificazione, ginnastica e altro ancora. 

Nei meandri dell'animo: da Dostoevskij a "Breaking Bad"

di Luigi Campagner, ilsussidiario.net, 11 febbraio 2017

Per commentare Breaking Bad (2008­ - 2013) c'è anche chi come Movieplayer.it ha scomodato Dostoevskij. Paragone fin troppo lusinghiero ma non inappropriato per Vince Gilligan, autore, regista e produttore della premiatissima serie americana. Va infatti ricordato come anche l'autore di Delitto e castigo (1866) e dei Demoni (1873) fosse una brillante mente criminale prestata alla letteratura — Freud lo evidenziò in Dostoevskij e il parricidio (1927) — che ancora cattura i lettori attorno alle vicende dannate di Raskolnikov e Stavrogin, protagonisti rispettivamente dei due romanzi. Vince Gilligan è riuscito a stregare milioni di fan in tutto il mondo con la discesa agli inferi di Walter White e l'incontro­scontro con la mente luciferina dell'insospettabile Gus Fring. Un indizio, forse non trascurabile, di una parentela con il genio mefistofelico dello scrittore russo. Padre e marito, Walter White è un insegnante cinquantenne e chimico di valore che si scopre malato di cancro; molto competente, ma con scarsissimo seguito tra i suoi studenti è costretto ad arrotondare il magro stipendio con lavoretti umilianti in un autolavaggio. Il cancro entra in scena nei primi episodi della serie come fosse un personaggio e ne diventa il motore trainante per le prime due stagioni. Con i giorni contati, angosciato per le sorti economiche della famiglia, White intravvede nella produzione e nello spaccio di metanfetamina l'unica possibilità di riscatto.

Giornata della memoria. Freud, i nazisti perseguitavano gli ebrei ma odiavano i cristiani

di Luigi Campagner, ilsussidiario.net, 25 gennaio 2017

La giornata della memoria è stata istituita dalle Nazioni Unite nel 2005 per ricordare il genocidio ebraico. Come data della sua ricorrenza è stata scelta quella della liberazione di Auschwitz, il 27 gennaio 1945. Ad essa ci si affida per scongiurare le recrudescenze di razzismo che gli oltre settant'anni che ci separano dalla Shoah non sono stati sufficienti a debellare. Non è soltanto un rito o un antidoto al pericolo di dimenticare una tragedia ripetendone gli effetti, ma l'occasione per ripensare il fondamento del legame sociale. Andiamo con ordine. Freud si era convinto che lo scopo della ritualità, nella nevrosi non meno che nelle pratiche religiose, servisse a scongiurare un pericolo avvertito come incombente e minaccioso. Il rito trova la propria forza nella valenza salvifica, anche nel caso in cui il soggetto che vi ricorra sia incredulo circa la sua verità e validità pratica.

Battesimo a Zorlesco

Segnaliamo con piacere che lo scorso 22 gennaio una minore, ospite della casa mamma-bambino "L'Incoronata", situata a Casalpusterlengo, è stata battezzata presso la chiesa della frazione Zorlesco. Madrina della bambina, coinvolta dal parroco Don Nunzio, è l'Assessore ai Servizi Sociali di Casalpusterlengo, Dott.ssa Maria Grazia Parazzini, che ha  partecipato con il marito (padrino della minore) anche al rinfresco tenutosi presso la comunità citata.
  

Cosa chiede a genitori (e prof) un 13enne "troppo effeminato"?

di Luigi Campagner, ilsussidiario.net, 12 gennaio 2017

"Troppo effeminato, tredicenne tolto alla madre. E a Padova scoppia la polemica", o almeno così auspicherebbe il titolista di Repubblica che rilancia la notizia che il Mattino di Padova ha messo in prima pagina martedì 10 gennaio. Senza il contorno di un po' di polemica, si sa, i lettori sono meno motivati a seguire i commenti.

Il "Gesù manager" di Bob Briner, tra farisei, tornei Atp e W. Buffett

di Luigi Campagner, ilsussidiario.net, 24 dicembre 2016

Mentre il timer corre all'indietro verso il termine ultimo per gli acquisti di Natale, cresce l'ansia dei ritardatari e soprattutto di quella nicchia di esigenti che anche dalla "strennetta" presa all'ultimo momento pretendono un insight in grado di far luce almeno su un paio di questioni universali. Un po' come quel paziente di Ernst Kris reso famoso da Jacques Lacan, che appena uscito dallo studio dello psicoanalista si aggirava alla ricerca di un locale che avesse nel menù del giorno delle "cervella fresche", spinto dall'appetito — rimasto insoddisfatto dalla seduta — di qualche altra buona — anche nel senso di ghiotta — idea. Al caso di questi incontentabili farebbe comodo il libro di Robert (Bob) A. Briner (1935­ - 1999) dal titolo intrigante — ma forse non meno urticante per certe sensibilità teologiche, di quanto non lo siano per gli animalisti i riferimenti alle cervella fritte — Gesù come manager. Gli insegnamenti di Gesù per il business di oggi. Pubblicato vent'anni fa e affermatosi poi come long seller, il libro di Briner è l'ideale per l'epoca di Twitter. Con 144 pagine (comprese quelle finali per gli appunti del lettore) il libro fa pensare a un tweet più che a un saggio (noioso), dove in ogni pagina Briner distilla quanto di meglio ha imparato in quarant'anni di business, ai massimi livelli del suo settore, e dalla sua soddisfacente esperienza di cristiano evangelico.

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