Il trattamento GET per Disturbi Borderline di Personalità

Il trattamento GET (Gruppi Esperienziali Terapeutici)
per i Disturbi Borderline di Personalità

(Ideato dal dott. Raffaele Visintini)

di Carlo Arrigone e Nicolò Gaj

Il Disturbo Borderline di Personalità  è caratterizzato, in sintesi, da condotte impulsive (difficoltà a regolare le emozioni),  autolesionismo (tagli, bruciature),  aggressività (esplosioni di rabbia).

Il trattamento GET è un percorso terapeutico intensivo che prevede interventi di gestione delle difficoltà relazionali, di riconoscimento e trattamento degli agiti e dei comportamenti disfunzionali associati al Disturbo Borderline.

L’obiettivo è il recupero del funzionamento ottimale dell’individuo attraverso tecniche finalizzate allo sviluppo delle capacità riflessive e di un’adeguata gestione comportamentale.

Monitoraggio
Il percorso terapeutico viene monitorato costantemente, attraverso la somministrazione ripetuta trimestralmente, dei test di valutazione effettuati allo screening iniziale. Il paziente può verificare così periodicamente, in modo oggettivato, i progressi della cura.

In cosa consiste
Nello specifico, questo trattamento prevede che a ogni paziente venga assegnato

  • un terapeuta di riferimento (il tutor; psicologo psicoterapeuta), il quale, oltre a occuparsi dei colloqui individuali, ha il compito di coordinare i diversi tipi di intervento erogati, al fine di garantire l’aderenza al programma elaborato per il singolo paziente e la coerenza dei suoi contenuti.
  • Gruppi di trattamento: Gli interventi previsti, tutti di tipo gruppale, sono coordinati da un facilitatore esperto (psicologi) e da un co-conduttore (osservatore)

In sintesi il trattamento prevede la partecipazione a 4 gruppi settimanali e 1 o 2 colloqui individuali con il terapeuta.

Le fasi del trattamento
Il trattamento, volto a sviluppare abilità riflessive attraverso il lavoro svolto all’interno delle attività di gruppo, si struttura in due fasi di circa nove mesi ciascuna.
Ogni fase è caratterizzata da attività che si pongono obiettivi clinici specifici; due attività (Attivazione emotiva e Attivazione corporea) sono invece trasversali al trattamento, cioè vengono incluse sia nella prima, sia nella seconda fase.

Le attività riabilitative trasversali (presenti in entrambe le fasi):

  • Attivazione emotiva: si tratta di un’attività finalizzata allo sviluppo delle capacità di riconoscimento e discriminazione delle emozioni in sé e negli altri.
  • Attivazione corporea: si tratta di un’attività finalizzata al riconoscimento delle sensazioni corporee connesse con l’esperienza emotiva, in modo da favorire l’integrazione tra esperienza mentale ed esperienza corporea e migliorare la gestione delle emozioni.

Prima fase
In generale, la prima fase è finalizzata all’acquisizione di abilità di base per l’adeguata gestione dell’impulsività e degli aspetti più concreti della vita quotidiana.
In dettaglio, le attività riabilitative caratterizzanti la prima fase sono:

  • Gruppo focalizzato sulla crisi: si tratta di un’attività psico-educazionale il cui obiettivo generale mira alla riduzione dei comportamenti impulsivi e alla progressiva loro sostituzione con strategie comportamentali e cognitive più adattive.
  • Gruppo di pianificazione: si tratta di un’attività in gruppo,il cui obiettivo è lo sviluppo di capacità di previsione e gestione strategica del tempo, decidere i comportamenti da adottare e cose da fare.

Seconda fase
La seconda fase è finalizzata allo sviluppo di abilità riflessive più evolute che permettono una gestione matura di problematiche più complesse, sia di natura relazionale, sia esistenziale.
L’attività riabilitativa caratterizzante la seconda fase è:

  • Dinamiche di gruppo: si tratta di un’attività finalizzata a riflettere sulle dinamiche presenti nel gruppo di lavoro, in modo da aumentare la consapevolezza sulle modalità automatiche di gestione di situazioni complesse nella vita reale.

Ideatore del trattamento GET: Dott. Raffaele Visintini, con il contributo del dott. Nicolò Gaj