Centri Artemisia

Perché i bambini hanno diritto sia alla salute che alla malattia

Lo scorso 20 novembre si è celebrata la Giornata dei diritti dei bambini la cui tutela rappresenta una parte importante della mission dei Centri Artemisia. Uno dei capisaldi culturali dell’impostazione metodologica dei Centri trova espressone nella frase: “il bambino nasce sano”. Un’affermazione semplice e forte allo stesso tempo. Mi riferisco a quel diritto che gli adulti si impegnano a difendere e promuovere fin dalla Dichiarazione dei diritti del fanciullo (1924) che afferma che ogni bambino “deve poter crescere e svilupparsi in modo sano”.

Il contesto psicologico

Perché “il bambino nasce” sano è un asserto originale? Perché risalta anche nel contesto delle impostazioni psicologiche e pedagogiche più diffuse. In molte descrivono infatti le prime esperienze del bambino sulla base di paradigmi improntati alla psicopatologia come ad esempio nell’elaborazione di Melania Kline oppure di Jacques Lacan.

Questa sanità consiste nella capacità di dotarsi precocemente del proprio principio di piacere\dispiacere che lo guiderà nella sua esperienza. In altre parole, si tratta della facoltà di portare a compimento, alla soddisfazione.

Il rispetto della psiche

Il primo moto del bambino è il moto della pulsione alimentare che prende avvio nell’allattamento e quindi nella relazionale del bambino con la madre e viceversa. Grazie a tale facoltà iniziale il bambino farà le prime esperienze e sarà poi in grado di elaborarle costruendo così la sua personale bussola per il quotidiano. La capacità del bambino di orientarsi nell’esperienza rappresenta la sua competenza soggettiva: l’elemento più significativo della sua costituzione psicofisica che tutti auspichiamo possa essere sana e robusta.

Sano però significa anche ammalabile. Sia sul piano fisico che sul piano psicologico, la salute non si preserva in modo automatico, ma dipende dalle scelte del soggetto e, nel caso del bambino, dal suo ambiente di relazionale. L’ammalabilità psichica del bambino coincide con il venir meno della sana e robusta costituzione iniziale, da cui derivano le prime insicurezze nell’uso della bussola che il bambino aveva pur saputo costruire.

Il diritto del bambino a crescere in un ambiente sano è dunque tutt’uno con il suo diritto alla salute fisica e psichica.

E va declinato in modi diversi. Nelle situazioni di trascuratezza e di degrado tale diritto assume soprattutto la forma della protezione, attraverso la tutela da ogni maltrattamento. A questo deve provvedere la rete dei servizi sociali, dell’autorità giudiziaria, delle comunità, dei presidi ospedalieri e del volontariato.

In famiglia, nelle istituzioni per l’infanzia, nelle scuole, nelle associazioni ricreative e sportive invece, la promozione del diritto del bambino a preservare e sviluppare la propria sanità va di pari passo con la promozione del suo pensiero. Ovvero di quella competenza che fin dall’inizio lo ha messo in grado di proporsi come co-protagonista del successo delle proprie relazioni.

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