Centri SnodiVita di comunità

L’accoglienza nei Centri Snodi

Prima dell’arrivo della nuova ospite in comunità, facciamo un dettagliato lavoro di selezione per conoscere lei e la sua storia. Abbiamo bisogno di valutare se la nostra struttura può essere idonea al suo caso e se le sue caratteristiche si armonizzeranno con il gruppo di ospiti già inserite. 

Artemisia Junior, ad esempio, è concepita per ospitare ragazze che si possano spostare in modo autonomo sul territorio. Le problematiche che limitano le uscite autonome – come le restrizioni legate all’uso di sostanze o alcune situazioni che prevedono la segretezza del collocamento della ragazza, non permettono l’ospitalità in comunità.

Primi colloqui conoscitivi

Durante i colloqui conoscitivi cerchiamo di capire la motivazione della ragazza, ovvero quanto intende impegnarsi nel suo percorso. A volte la motivazione è espressa in modo esplicito. Spesso invece la si nota dalle domande che pone e dal modo in cui si rapporta con noi, per esempio raccontandoci di sé. 

La sua disponibilità a coinvolgersi e farsi conoscere è un aspetto importante e da valorizzare. Già in questi colloqui chiediamo alla ragazza quale scuola preferisce frequentare e se ci sono attività che la interessano e le piacciono.

Teniamo sempre conto dei gusti delle nuove ospiti ma ciò comporta un lavoro extra. Questo perché i referenti devono iniziare a portare in equipe un’idea di progetto che inizia a prendere forma.

Il regolamento e i compromessi

Nei colloqui conoscitivi descriviamo alla ragazza il funzionamento della comunità e il regolamento. In questa fase, se la ragazza è interessata ad un percorso comunitario, spesso è disposta a trovare dei compromessi rispetto alle regole che per lei sono difficili da accettare. Quando possibile cerchiamo insieme delle soluzioni, in modo che al momento dell’ingresso sia chiaro per lei e la famiglia che ci saranno cambiamenti concreti.

L’arrivo in comunità di una ragazza è uno dei momenti più delicati non solo per lei ma anche per l’equipe e le altre ospiti.

La preparazione dell’equipe e delle compagne

Di norma, in equipe condividiamo alcuni dettagli in modo da iniziare a pensare alla nuova ragazza prima del suo arrivo. Chiediamo lo stesso alle altre ospiti durante l’assemblea generale (riunione tra equipe e ospiti). In questo modo ci dividiamo i compiti. L’equipe predispone i contatti con il territorio e le scuole, mentre le compagne scelgono la sua camera, con chi dormirà, si liberano gli armadi e le si prepara lo spazio dedicato.

L’ingresso e l’ambientamento

Ognuno deve iniziare a creare uno spazio, anche mentale, nel gruppo, per il nuovo ingresso. All’avvicinarsi del giorno dell’arrivo, di solito si respira un clima di genuina eccitazione da parte di tutti. Spesso le ospiti sono radunate dietro le tende del grande finestrone al primo piano a “spiare” il suo arrivo.

Capita che mentre le operatrici svolgono le varie formalità e presentazioni, una delle ragazze, spontaneamente, decida di prendere in mano la situazione aiutando con le valigie e iniziando a raccontare della comunità con aneddoti più o meno adeguati.

Spesso si sentono dire le ragazze che i primi giorni sono i più difficili ma aggiungono “non preoccuparti poi migliora”. Ed è proprio così. In quelle settimane in cui devono crearsi nuovi equilibri all’interno del gruppo, c’è un certo smarrimento e il clima è teso, perché tutte si studiano tra loro. Fino a quando non cominciano i primi battibecchi e allora capiamo che tutto sta rientrando nella solita routine.

La nuova ospite e il suo potenziale

Dal canto nostro, come operatrici, la parte davvero eccitante non è tanto l’ingresso ma la scoperta di quel particolare speciale che ha ogni ragazza e che la rende unica. E’ quel momento in cui si nota che nonostante un passato disastroso, c’è un “luccichio” che fa scoprire la meravigliosa potenza che ciascuna nasconde.

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