Vita di comunità

Cos’è una comunità e come funziona.

cos'è una comunità e come funziona

Cos’è una comunità e come funziona? Iniziamo col dire che una comunità è dove vive per un periodo chi, per svariate ragioni, non può stare a casa sua.
E effettivamente è proprio una grande casa: immaginate un appartamento, una villa, una cascina. Le strutture possono essere le più diverse, ma sempre con le caratteristiche dell’abitazione. Non sono cliniche o ospedali o case di riposo, per intenderci.

La struttura della comunità

Solitamente ci sono tra i dieci e i venti di posti letto in normali camere. Sono previsti spazi per la vita quotidiana: cucina, sala da pranzo, sala relax (il salotto) e con i servizi di una casa. Magari un pochino più in grande, ci sono una lavanderia, dei ripostigli.

In più di solito c’è una stanza dedicata agli operatori, che funziona come un piccolo ufficio e laddove il personale dormisse in struttura, una camera a loro dedicata.

Come funziona la convivenza in comunità

In comunità si vive come una grande famiglia nella quale i compiti organizzativi sono distribuiti tra tutti. Tenere in ordine, pulire, cucinare, lavare, stirare e tutto quello che fate anche voi nelle vostre case.

A seconda della tipologia di comunità può intervenire del personale dedicato, ad esempio il cuoco o l’ausiliario per le pulizie e il riordino. Nelle nostre comunità tutti questi compiti sono condivisi tra le operatrici e le ospiti.

La convivenza prevede il rispetto degli orari per i momenti in comune come la colazione, il pranzo e la cena dunque ogni comunità ha una sua organizzazione per questi momenti. C’è un’ora per la sveglia e una per il riposo notturno. Durante il giorno a seconda si fanno cose diverse, come in una grande famiglia. A seconda dell’età e del ruolo delle persona si hanno impegni personali (scuola, lavoro, tempo libero, amicizie) e impegni con la comunità.

Com’è gestita la comunità

Ho spiegato cos’è la comunità, per capire come funziona bisogna sapere che è un organismo molto complesso. Bisogna organizzarsi molto bene per garantirne il buon funzionamento. Tutto ciò che ho descritto deve essere svolto dal personale secondo in modi ben precise. Un gran lavoro che riguarda:

  • la gestione, dei turni, della selezione del personale, dell’agenda degli impegni. La rendicontazione di tutto quello che si fa con l’ospite e per l’ospite. Il mantenimento dei contatti con gli invianti, i servizi che vanno predisposti per gli ospiti, la gestione amministrativa. Ma anche òa manutenzione della struttura che deve essere sempre efficiente e tanto altro.
  • la comunicazione: una équipe di lavoro deve organizzarsi per scambiarsi puntualmente tutte le informazioni necessarie a svolgere bene i tanti compiti
  • la formazione
  • i momenti di lavoro in équipe e molto altro, chi pensate che porti i bambini in vacanza o dal dottore?!

Un esempio pratico di vita di comunità

In comunità si mangia, come a casa. Ma la gestione della cucina, degli approvvigionamenti alimentari, lo stoccaggio segue regole specifiche, complesse e da eseguire meticolosamente.

Bisogna seguire un menù predisposto secondo sane regole alimentari e la spesa deve rispettare regole disposte dalle ATS. Ad esempio per la carne non può essere interrotta la catena del freddo. Quindi o il fornitore consegna direttamente in comunità con il camion frigorifero o bisogna mangiarla subito.

Non si posso conservare cibi scaduti, in cucina vanno seguite regole precise per la pulizia e per la preparazione dei pasti. Bisogna rispettare un budget di tutti gli acquisti effettuati, tenerne traccia e rendicontare all’amministrazione e così via.

Gli operatori di comunità

Vi ho raccontato cos’è una comunità e come funziona. Passiamo ora agli operatori che devono essere esperti, organizzati e molto puntuali. Devono essere formati per relazionarsi con gli ospiti in modo professionale, rispettoso e competente sul versante educativo, riabilitativo e psicologico.

A seconda poi della tipologia di comunità sono richieste competenze specifiche, sulla mission della comunità. In una comunità per minori bisogna rapportarsi adeguatamente con bambini o adolescenti, in una comunità psichiatrica servono competenze specifiche sulle patologie psichiatriche. In una comunità madre-bambino il personale deve sapersi relazionare sia con le madri che con i bambini.

Le figure professionali che operano in comunità sono diverse. Ci sono sempre gli educatori professionali ma possono essere presenti anche psicologi, infermieri, terapisti della riabilitazione psichiatrica, psichiatri, psicoterapeuti, ausiliari socio assistenziali.

La regolamentazione in una comunità

Tutto questo è stabilito da leggi nazionali e regionali che danno le linee generali alle comunità e che le specificano nel dettaglio, indicando le tipologie e gli standard gestionali e strutturali.

Gli standard gestionali e strutturali prevedono anche il rispetto di alcune legislazioni nazionali che riguardano ad esempio la sicurezza, la prevenzione, la privacy.

Quindi, la comunità deve essere attrezzata nel rispetto di questi standard di legge. Un esempio? le norme antincendio. E il personale deve essere formato anche per questo.

Chi vigila sulle comunità?

Le comunità devono essere autorizzate a funzionare dagli organi competenti e sono vigilate nel loro funzionamento da organismi preposti a farlo. Ecco spiegati i motivi per i quali le spese della permanenza in comunità sono alti. Ciò che si paga con la retta permette che tutto questo sia realizzato in modo altamente professionale.

In sostanza: nostra grande casa cerca di conciliare le caratteristiche di un vita in comune per un numero limitato di persone. Rendendo la convivenza il più umana. L’organizzazione complessa e articolata, le regole precise di cui risponde a organismi di controllo, garantiscono il benessere dei nostri ospiti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *