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La cura delle nostre comunità passa anche dalla cura degli ambienti

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La cura degli ambienti delle nostre comunità è riflesso della cura che desideriamo avere per le persone accolte e per chi lavora nei nostri Centri. Ecco perché per caratterizzare in modo il più possibile uniforme le nostre comunità ci stiamo impegnando nella riprogettazione degli spazi, degli arredi e in generale dell’impatto complessivo degli ambienti su chi li vive o semplicemente vi accede.

Un progetto lungo 2 anni

Il progetto è iniziato nel 2019 e prevediamo di ultimare tutti gli interventi nel corso del 2021. A Kirikù, L’Incoronata e Santa Teresa li abbiamo già ultimati. Entro il 2021 prevediamo di completare quelli nelle comunità della provincia di Lecco: La Bussola e Casa la Vita.

Un intervento capillare

Nonostante questi ambienti avessero sempre avuto un aspetto accogliente, alcune ospiti ricordano il timore provato nel varcare per la prima volta la porta di ingresso. Pian piano però gli spazi sono diventati i loro luoghi, che hanno imparato a condividere con le altre persone. La comunità diventa così la casa, il luogo dove riposarsi, piangere, gioire, vedere crescere i bambini, ricostruirsi e ripartire.

La pedagogia del bello tra i nostri valori

La parola ambiente è presente tra le parole che rappresentano i valori dei centri Artemisia. Le operatrici hanno piena consapevolezza dell’importanza della cura dell’ambiente. Vivendo in un ambiente curato le ospiti capiscono di essere meritevoli di uno spazio bello. Aumenta così la loro autostima e la spinta a prendersi cura di loro stesse, dei loro figli e della loro futura casa.

La pedagogia del bello è un pensiero presente anche in Maria Montessori. Attraverso l’ambiente, infatti, si trasmettono importanti messaggi. Più l’ambiente è curato, ordinato e armonioso più si favorisce la strutturazione del mondo interiore dei bambini e delle madri in modo sereno.

Attraverso l’illuminazione, gli odori, i colori, gli spazi verdi e gli arredi, la dimensione del bello si manifesta come innegabile componente dell’educabilità umana. Questo è in grado di fare la differenza nel percorso educativo dei nostri ospiti.

Pian piano l’interno delle comunità ha cambiato aspetto.

Il case study della comunità Santa Teresa

Nel caso di Santa Teresa, abbiamo fatto sostituire le inferriate che delimitavano il grande corridoio al piano terra con una lunga vetrata. L’interno è molto più luminoso e consente di sapere con un solo sguardo cosa accade fuori. I bambini ne sono affascinati! Amano guardare la pioggia che cade sui vetri, il vento che muove alberi e foglie, i piccoli animali che a volte attraversano il cortile.

Clicca qui per leggere di più sulla comunità Santa Teresa e per guardare le foto degli ambienti ristrutturati.

I vari interventi e miglioramenti

Gli interventi hanno compreso lavori di abbellimento della sala da pranzo, dell’ufficio, della sala giochi, della sala TV, del corridoio, dell’ingresso, della sala riunioni e degli spazi esterni.

Nel corridoio, precedentemente vuoto, abbiamo realizzato un punto accoglienza, con poltrone e tavolino e ravvivato alcuni angoli con vasi e fioriere. Abbiamo abbellito la sala giochi con colori, adesivi e tappeti raffiguranti animali, che stimolano creatività e linguaggio dei bambini. Due comode poltrone fanno sentire accolto il genitore mentre controlla il minore, rimanendo sempre presente. La stanza è completata da tavolini e sedie a misura di bambino per favorirne l’autonomia.

Per la sala TV abbiamo scelto nuovi arredi, una parete decorata con colori vivaci e morbidi pouf adorati dai bambini di ogni età. La sala visite è stata completata con un tappetino per bambini, un tavolo con sedie nuove e un divano nuovo per far sentire a proprio agio genitori e bambini durante le visite protette.

Anche l’arredo dell’ufficio è stato completamente rinnovato. L’aggiunta di un tavolo ovale facilita la vicinanza e la comunicazione durante i momenti di incontro tra le operatrici; ma anche durante le visite da parte, ad esempio, degli operatori dei Servizi sociali.

La reazione positiva delle ospiti

“Che bello sta diventando!”, “Potevate fare questi cambiamenti quando c’ero ancora io”, “Ora che sto per andare via, diventerà bellissimo qui”. Sono state queste alcune delle frasi con le quali le nostre ospiti hanno mostrato soddisfazione ed entusiasmo per le operazioni di relooking fatte.

Chi rimaneva qui mostrava orgoglio, chi era in alloggio per l’autonomia o aveva concluso il proprio percorso mostrava curiosità e una punta di gelosia per il fatto che la comunità diventasse più bella e moderna, rispetto a quanto lo fosse durante la propria permanenza in struttura.

Abbiamo notato una maggiore attenzione al “dettaglio” nelle ospiti, che hanno deciso di abbellire anche la loro camera. C’è chi ha aggiunto i disegni dei figli alle pareti, foto, poster. C’è chi ha scelto elementi di teleria con maggiori attenzione e gusto, creando un ambiente più accogliente da condividere con il figlio.

La comunità è un luogo per ospiti e operatrici

Il fatto di percepire una maggiore attenzione agli ambienti che le signore condividono con i propri figli, ha chiarito a tutte quanto il contesto di vita possa incidere sul benessere e sull’umore di chi ci vive.

Il fatto che la comunità sia un luogo bello e accogliente è altrettanto importante per le operatrici. Vedere un ambiente luminoso, confortevole e funzionale contribuisce a dare un senso di maggior ordine e diventa ancora più piacevole prendersene cura, trascorrervi il proprio tempo.

L’ordine è fondamentale in quanto permette di sentirsi a proprio agio e più sgombri sul piano mentale, aiutando a mettere in ordine anche i propri pensieri.

L’importanza di un setting curato

Tutto questo può essere riassunto con la parola setting, letteralmente sfondo, scenario, che indica l’insieme delle condizioni che delimitano, ospitano e sostengono l’intervento educativo. Definendo il setting delimitiamo i confini entro cui viene creato lo spazio fisico e mentale in cui si instaurerà una relazione di aiuto. Un setting curato consente a operatrici e ospiti una maggior consapevolezza dei propri compiti, nonché un sentirsi maggiormente comode e ingaggiate in essi in modo proficuo.

A cura di Eleonora Gamasco, Valentina Costall, Elisa Spinoglio, Chiara Pastori, Stefania Da Re

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