Centri Artemisiacomunità mamma-bambino

Disturbo da abuso di sostanze: la gestione nei Centri Artemisia.

Santa Teresa e i Centri Artemisia non sono comunità terapeutiche. Il requisito fondamentale per accedervi è quello di essere genitore, indipendentemente dalle difficoltà nelle quali si versa.

Essere donna e madre non è un fattore protettivo dal disturbo da abuso di sostanze. Capita infatti di accogliere donne-madri provenienti da percorsi di recupero dalla tossicodipendenza o fortemente impegnate a vincere la loro battaglia con abusi di sostanze o alcol.

Se, da un lato, questa genericità può disorientare l’operatore, dall’altro può aprire nuove prospettive di conoscenze e stimola nuove modalità di approccio alle situazioni. In tutto ciò, restano sempre fondamentali la formazione, il lavoro di équipe e la rete con i Servizi Sociali e specialistici coinvolti.

La comunità educativa come passaggio oltre la terapia: la collaborazione con il Ser.D.

Era il 2009, quando la nostra comunità accolse la prima ospite afflitta da problematiche di dipendenza da sostanze. La signora aveva già affrontato a un percorso in una comunità terapeutica insieme al figlio. Era approdata presso la nostra struttura, disintossicata, per rafforzare le capacità genitoriali ed avviarsi gradualmente ad una vita in autonomia con lui. Fu un processo lungo ma che portò quella giovane madre a raggiugere l’obiettivo sperato: trovare un’abitazione e un’attività lavorativa. Il tutto già durante il percorso comunitario.

Iniziò così la collaborazione tra la nostra comunità ed il locale Ser.D. (Servizio per le Dipendenze[1]). Negli anni successivi, aumentarono gli invii di madri con problematiche di dipendenza sia da sostanze che da alcol, per le quali sono previste visite è appuntamenti di vario tipo presso il Ser.D.

Quest’ultimo può farsi carico delle situazioni mettendo in campo diverse figure professionali: l’infermiere, lo psichiatra o l’educatore se, ad esempio, si attuano progetti di inserimento lavorativo. L’assistente sociale monitorerà poi l’andamento del progetto nel suo complesso.

A seconda delle situazioni, l’ospite della nostra comunità può appoggiarsi completamente al Ser.D. di Casale Monferrato, oppure continuare la presa in carico con il Ser.D. del suo territorio di residenza, recandosi presso quello locale solo per eseguire gli esami di controllo.

Dall’istabilità all’autonomia: un accompagnamento costante.

In alcuni casi abbiamo sostenuto i percorsi di disintossicazione e scalaggio del metadone predisponendo dei percorsi di semi autonomia presso un appartamento gestito dalla comunità.

Questa procedura di intervento collaudata dai Centri Artemisia ha permesso di limitare al massimo il rischio di recidiva continuando a sostenere le donne, anche quando accolte in momenti delicati. Il passaggio da un ambiente altamente protetto e controllato come quello della comunità e alla piena autonomia di vita con il proprio figlio, è uno di questi. Per la nostra esperienza tale gradualità è vincente e andrebbe attuata in tutti i casi simili.

È stata questa l’esperienza di due donne accolte presso la nostra comunità che hanno portato così a compimento lo scalaggio del metadone. L’assunzione avveniva direttamente al Ser.D, in alternativa, poteva essere consegnato in affidamento alla comunità, che adotta tutti gli opportuni accorgimenti per la sua conservazione.

Il follow-up e la rete

La comunità è soggetta alle regole della privacy, perciò non possiamo conoscere con certezza gli sviluppi successivi alle dimissioni. Certo sarebbe importante poter eseguire i progetti a medio o lungo termine rispetto all’uscita definitiva dalla comunità. Ad esempio un accertamento a 6, 12 e 24 mesi sulla la tenuta del raggiunto obiettivo.

Sono dati che a livello macro potrebbero essere analizzati dagli enti sovralocali come ad esempio la Ragione, oppure a livello nazionale.Naturalmente abbiamo notizie informali riguardo ai nuclei dimessi che però non sono omogenei. Talvolta, terminato il periodo della comunità, la dipendenza torna a riaffacciarsi nella vita di queste donne.

Sono esperienze che inducono a pensare a quanto la problematica della dipendenza sia complessa e vada a radicarsi nelle persone, coinvolgendone gli aspetti psicologici più profondi, così che a volte possono servire molti anni per guarire e affrancarsene.

Come équipe sentiamo forte l’esigenza di una formazione permanete anche sulle tematiche della dipendenza. In questo ancora una volta ci viene in aiuto la collaborazione con il Ser.D. di Casale Monferrato, con il quale stiamo organizzando un incontro formativo ad hoc per essere sempre più all’altezza del desiderio di guarigione delle donne-madri che ospitiamo a Santa Teresa.

 

[1] Significativamente, con la legge 162/90, i Ser.T. (Servizio per le Tossicodipendenze) si trasformano in Ser.D. (Servizio per le Dipendenze), a testimonianza della complessità delle problematiche legate alla dipendenza, che può non essere solamente da sostanze ma anche dal gioco, dallo shopping, da internet… con tutti gli strascichi che questa può arrecare alla vita delle persone e delle loro famiglie.

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