Centri Artemisia

Dopo la violenza domestica: il recupero nei Centri Artemisia

La violenza domestica di genere è un fenomeno sociale che sta prepotentemente emergendo negli ultimi anni. Le nostre comunità si occupano di tale problematica da diverso tempo. Quando il fenomeno non era così conosciuto già venivano accolte nei Centri Artemisia donne, con figli, che avevano subito violenze e maltrattamenti.

Le conseguenze della violenza

I Centri Artemisia non sono case rifugio, ma sono comunità educative madre-bambino dove la donna viene sostenuta anche nel suo ruolo genitoriale. I figli di queste donne hanno vissuto e assistito alle violenze fisiche e psicologiche subite dalla madre e sono stati spesso testimoni di atteggiamenti e comportamenti screditanti da parte del padre nei confronti della madre.

La violenza assistita può lasciare nei figli una traccia duratura, così non è raro che essi mostrino comportamenti simili nei confronti della mamma. La donna vittima di violenza è una donna degradata, sistematicamente offesa e sminuita nella sua dignità. Ritenendo di avere poco valore, sembra non essere in grado di agire pienamente ed efficacemente il proprio ruolo di donna e madre. Per questo uno degli obiettivi del lavoro in comunità è quello di valorizzare le sue risorse personali sostenendola nelle scelte, aiutandola a riappropriarsi della dignità e del ruolo genitoriale agli occhi dei figli.

Un caso esemplare

Emblematico è stato l’inserimento in comunità di una donna vittima di violenza del che faticava a parlare correttamente italiano e che i figli di 12 e 9 anni spesso deridevano per la sua difficoltà ad esprimersi. Non la consideravano e davano poco credito alle sue indicazioni e ai suoi rimandi. Con lei abbiamo fatto un lavoro di sostegno educativo e psicologico che ha previsto anche l’iscrizione ad un corso di alfabetizzazione: la signora ha iniziato ad esprimersi di più, in maniera più adeguata e si è sentita rinforzata. Il sostegno ricevuto delle operatrici l’ha portata a rapportarsi con i figli in maniera più assertiva ed efficace.

Il nostro intervento

Come emerge da questo breve esempio il lavoro con le donne/madri-vittime di violenza è incentrato sul rafforzamento dell’autostima e sul ri-costruirsi della propria autonomia personale. Nella stesura del progetto educativo individualizzato si costruiscono e condividono con l’ospite stessa gli obiettivi che gradualmente la portino a rimettersi in gioco, anche dal punto di vista sociale.

Si inizia promuovendo uscite sul territorio in autonomia per semplici commissioni, per poi portare la signora ad occuparsi da sola dei propri appuntamenti e di quelli dei figli (visite mediche, incontri con i Servizi specialistici, appuntamenti con l’avvocato, accompagnamenti a scuola ecc.). Una fase successiva sarà quella di aiutarla nella ricerca di un’occupazione lavorativa, fino ad arrivare a affiancarla nella ricerca di un’abitazione in cui poter vivere in autonomia con i propri figli e l’eventuale compagno, a conclusione del percorso comunitario.

Il legame con il territorio

Nella comunità “Casa la Vita” di Lecco, ad esempio, per sostenere al meglio la donna vittima di violenza nel raggiungimento di questi obiettivi si è creato un canale di comunicazione preferenziale con i Centri antiviolenza della Provincia.

Tale collaborazione ha permesso a delle madri ospitate di ricevere un supporto psicologico immediato e gratuito con professionisti esperti nel trattamento del trauma e della dipendenza affettiva, così come l’assistenza legale nelle pratiche di separazione o per i progetti di inserimento lavorativo ed esse riservati.

Se la collocazione della madre e dei figli deve restare segreta, le nostre comunità si organizzano per garantire tale segretezza per tutto il tempo necessario a garantirne la sicurezza.

Il valore aggiunto dei nostri centri

L’esperienza maturata in questo campo ha fatto sì che le nostre comunità fossero coinvolte nella stesura e fossero firmatarie del Protocollo d’intesa anti-violenza della Provincia di Lecco e di conseguenza coinvolte nel Tavolo territoriale contro la violenza di genere. In collaborazioni con questi importanti organismi istituzionali e con le principali associazioni territoriali, le nostre comunità hanno realizzato incontri pubblici e convegni aperti alla cittadinanza dal titolo: L’avventura di essere donna. Contrastare la violenza per promuovere la riuscita.

Il nome dato alla rete dei nostri Centri ha preso spunto dalla storia della pittrice Artemisia Gentileschi: una donna che è riuscita ad uscire dalla violenza. L’obiettivo del lavoro dei nostri Centri è che le madri-vittime ospitate diventino donne resilienti, capaci come Artemisia di ricostruirsi e ri-affermarsi nel proprio ruolo di donna e madre.

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