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Gravidanza e accompagnamento al parto nei Centri Artemisia

Spesso ad essere inserite in comunità, a seguito di un invio da parte dei Servizi Sociali, sono giovani donne o ragazze in stato gestazionale che necessitano di un percorso di accompagnamento al parto. Si tratta di progetti emotivamente molto coinvolgenti per i quali le operatrici della comunità L’Incoronata hanno sviluppato specifiche attitudini e competenze.

Da un punto di vista evolutivo, la gravidanza si configura come un processo fondamentale nella formazione dell’identità femminile e, nello specifico, ne segna un punto di svolta importante. La Benedek ha definito la gravidanza come un evento psicosomatico che genera modificazioni sia fisiologiche che psicologiche. La Bibring utilizza l’espressione di “crisi maturativa” e definisce la gravidanza come un processo in cui si riattivano conflitti legati al periodo infantile e si riattualizzano processi di identificazione inconsci con la figura materna.

Gravidanza: una questione di delicatezza e equilibrio

Come tutte le fasi che mettono fortemente in discussione la propria identità anche la gestazione e la maternità non sono esenti da conflitti e nodi problematici. La donna infatti dovrà far fronte a nuove richieste psicologiche e sociali, rispolverando e integrando, in un continuum evolutivo, il passato ruolo di figlia alla luce di quello nuovo di madre.

L’intera personalità della futura madre viene messa in gioco. Si espone a continui aggiustamenti e adattamenti, in un processo di valutazione e trasformazione delle componenti psichiche che si sono sviluppate durante le esperienze precedenti. Per cui, se da un punto di vista fisico è chiamata ad affrontare cambiamenti repentini, psicologicamente deve metabolizzare la nuova situazione.

Ciò spiega anche la comparsa di alcuni meccanismi psichici che accompagnano il periodo della gravidanza. Oltre ai cambiamenti fisici, spesso difficili da accettare, la maternità comporta infatti anche delle conseguenze a livello sociale e psicologico. Il corpo della futura mamma cambia per accogliere e contenere il bambino, e la mente inizia a fantasticare sul nascituro, su sé stessa nel ruolo di madre e sulla relazione che si verrà a creare tra loro.

La maternità nella maternità

Diventare madre porta la donna a paragonarsi dal punto di vista emotivo alla propria figura materna. Ne consegue che è un’esperienza strettamente legata alla sua storia infantile e adolescenziale. Si passa dal ruolo esclusivo di figlia a quello di madre e figlia. Tale passaggio può essere vissuto in svariati modi, in base alle esperienze passate. La mente inevitabilmente ripercorre l’unica esperienza di maternità vissuta, ossia quella con la propria madre, rievocando con essa emozioni, vissuti, timori e paure.

L’esperienza di accoglienza secondo noi

Le ospiti accolte nei Centri Artemisia, oltre alle problematiche sopra elencate, devono affrontare sovente una situazione di grave isolamento sociale; spesso vengono abbandonate e non sostenute dalla famiglia d’origine o dal padre del bambino, dovendo intraprendere l’arduo percorso di avvicinamento al parto da sole.

Il sostegno fornito dalle operatrici della comunità risulta a tal proposito cruciale. L’obiettivo è di alleviare lo stato di solitudine dell’ospite e garantirle tutti i sostegni e supporti necessari, sia dal punto di vista psicologico che sanitario.  Nei punti seguenti ho descritto sommariamente alcune modalità adottate dai Centri Artemisia per promuovere il benessere delle signore o delle ragazze accolte durante la gravidanza:

Informazione e assistenza sanitaria

Essere informate su cosa avviene in gravidanza, durante il parto e nel puerperio aiuta a comprendere meglio gli eventi e gli stati d’animo ad essi associati. Favorisce inoltre una migliore capacità di padroneggiare e gestire tutte le fasi di questa condizione. È agevolata la partecipazione dell’ospite ad eventuali corsi pre-parto e/o anche post parto, tenuti nei consultori e negli ospedali. Le donne hanno così modo di conoscere ostetriche o figure sanitarie o di riferimento importanti, sulle quali poter fare affidamento in caso di necessità.

Alle nostre ospiti è garantita un’assistenza sanitaria completa, grazie alla collaborazione dei consultori familiari e degli ospedali locali. Presso questre strutture vengono effettuate visite di controllo periodiche, esami del sangue e test di screening neonatale. Ma ciò che maggiormente caratterizza la nostra comunità è la possibilità di affiancare le donne e le ragazze accompagnandole anche in sala parto. Sono esperienze molto intense e gradite per le madri che si troverebbero altrimenti a vivere in solitudine un evento così importante come il parto. Ma lo sono altrettanto per le operatrici, chiamate nella circostanza a giocarsi un ruolo di vicinanza psicologicamente importantissimo.

Confronto e supporto sociale

Poter condividere la propria esperienza ed eventuali stati di disagio ad essa associati con le operatrici è un elemento molto importante, che permette di superare la percezione di essere “sola”, potendo contare su un supporto quotidiano costante. Anche la possibilità di confrontare la propria storia con quella di altre signore accolte può stimolare stati d’animo di sicurezza e di conforto, oltre che favorire l’instaurarsi di nuove amicizie;

Supporto psicologico

Le ospiti possono sempre contare su operatrici qualificate e competenti (laureate in Psicologia o in Scienze dell’Educazione), in grado di accogliere le loro richieste di aiuto e di sostegno. Oltre a questo, possono richiedere un sostegno psicologico presso i consultori familiari della zona, che collaborano attivamente con i nostri Centri.

Case Study: la storia di Selene

Selene è una ragazza di 17 anni arrivata in comunità al sesto mese di gravidanza, a causa di gravi problematiche legate al proprio contesto familiare.

Selene non poteva contare sul supporto dei genitori né del compagno, che ha rifiutato di prendere in carico la situazione. Quando le operatrici hanno accolto la ragazza era in uno stato di profonda depressione e isolamento sociale, associati ad una scarsa consapevolezza del suo stato di gravidanza e dei cambiamenti che avrebbe dovuto affrontare in seguito alla nascita di un figlio.

È stata subito agganciata al consultorio familiare di Codogno (LO), dove ha ricevuto assistenza sanitaria e psicologica che, unitamente al lavoro del personale educativo, l’ha aiutata a prepararsi nel migliore dei modi al momento del parto. La ragazza è riuscita a superare alcune comprensibili paure e a prepararsi al meglio all’arrivo del nascituro.

Il legame di fiducia costruito con le operatrici le ha consentito di superare un forte vissuto abbandonico costruito sulla convinzione di essere stata abbandonata dalla famiglia in quanto “sbagliata”. Selene ha partorito di parto naturale presso l’Ospedale di Codogno. È stata accompagnata in sala parto da un’educatrice della comunità e assistita dalle altre operatrici della che si sono alternate quotidianamente in reparto per sostenere la giovane neo mamma.

La ragazza, con il suo piccolo, ha poi affrontato un lungo progetto di sostegno alla genitorialità. Il rapporto di fiducia sviluppato con le educatrici durante l’accompagnamento al parto è stato fondamentale per il successo del percorso. È stato questo rapporto a permetterle di accogliere l’offerta pedagogica e psicologica della comunità con apertura e riconoscenza.    

In conclusione

La comunità L’Incoronata di Zorlesco (LO), dal 2007 ad oggi, ha seguito 9 progetti di accompagnamento al parto, 5 dei quali a favore di ragazze minorenni. Solo 2 casi su 9 potevano contare sul supporto di un compagno, che ha in seguito riconosciuto il neonato, e su una rete familiare attiva e stabile. Inoltre dal 2007 al 2019 la comunità ha accolto 8 neo mamme con i loro neonati, trasferitisi presso la nostra struttura direttamente dall’ospedale in cui avevano partorito. Nel complesso le attività di accompagnamento al parto e di accoglienza delle puerpere ha coinvolto oltre il 19% delle donne ospitate.

BIBLIOGRAFIA

  • Benedek, T.F. (1956). Toward the biology of the depressive constellation. Journal of the American Psychoanalytic Association, 4 , 389-427.
  • Bibring, G.L. (1959). Some considerations of the psychological processes in pregnancy. The psychoanalytic study of the child, 14, 113-121.

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