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Il Progetto WAW al Meeting di Rimini 2021

Qualche mese fa la Cooperativa Il Sentiero è stata invitata da alcuni amici a partecipare al Meeting di Rimini 2021 dal titolo “Il coraggio di dire IO”.

Con grande entusiasmo abbiamo accolto l’invito e  iniziato a definire l’inizio di una nuova avventura.

La mostra ”Costruttori di Futuro” e gli step preparativi

L’evento è stato svolto dal 20 al 25 agosto. La Cooperativa Il Sentiero è stata inserita nella mostra ‘’Costruttori di Futuro – quando il lavoro abbraccia la fragilità’’, come capofila del Progetto Interreg Italia Svizzera WAW – Women at Work.

Il primo step dopo la notizia della nostra partecipazione al Meeting è stato quello di organizzare la mostra vera e propria. Di questo compito si è occupato in prima persona il Dott. Arrigone.


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Carlo Arrigone è il presidente della cooperativa “Il Sentiero”, capofila del progetto WaW – Women at Work . E’ uno psicoanalista, per lavoro ascolta e parla con persone che gli mettono nelle mani le proprie fragilità, ma a marzo del 2020 cambia qualcosa. Carlo viene colpito da un ictus che lo segna profondamente, “da un orecchio non sento più e faccio più fatica a parlare” – racconta – “quando ero in ospedale mi hanno scritto le ragazze che seguo, mi volevano aiutare e sostenere. Ho capito che siamo tutti fragili. Che tu sia il presidente, un educatore oppure ospite di comunità o una persona che soffre di un disturbo, come dice il Papa “siamo tutti sulla stessa barca” e dobbiamo accompagnarci a vicenda”

Tra i materiali prodotti sono state portate storie di ospiti delle nostre comunità, fotografie di alcuni laboratori ed un video di presentazione.

Successivamente ci siamo occupati di definire dei turni per presenziare allo stand chiedendo la collaborazione delle operatrici nelle comunità. Con grande piacere abbiamo avuto dei buoni riscontri da parte di parecchie colleghe che, con il nostro stesso entusiasmo, hanno deciso di aggregarsi e di aiutare per portare avanti quest’avventura.

Le nostre esperienze al Meeting di Rimini 2021

Come già detto precedentemente, al Meeting di quest’anno hanno partecipato varie colleghe. Di seguito tre piccole domande con le relative risposte per raccontarvi un po’ le nostre esperienze. In questo articolo ci soffermeremo sulla mia, su quella della collega Elisa Pegoraro, e su quella della nostra Responsabile del Personale Dott.ssa Monica Gulden.

In che date hai partecipato al Meeting?

Sophia: Io ho presenziato allo stand dal lunedì 23 al martedì 24, facendo: il primo giorno il turno serale, mentre il giorno successivo quello del mattino/pomeriggio.

Elisa: Dopo la proposta della Cooperativa di partecipare al meeting ho deciso di accettare e mi sono offerta per il 23 e il 24 agosto.

Monica: Ho partecipato al Meeting di Rimini fin dal primo giorno e per tutta la sua durata, è stata indubbiamente un’esperienza faticosa ma entusiasmante.

Come è stato parteciparvi? Qual era il vostro compito?

Sophia: Devo ammettere che inizialmente ero un po’ agitata. Il nostro compito era quello di esporre, ai vari gruppi di visitatori, la realtà della nostra Cooperativa ed il motore che ci ha permesso di parteciparvi: Il Progetto WAW-Women at Work. L’idea di raccontare, seppur cose che conoscevo bene, di fronte a gruppi numerosi di persone che non conoscevo un po’ mi spaventava.

Dopo la prima ora però, ho visto lo stupore e l’interesse nelle persone che partecipavano. Spesso facevano domande e si fermavano per parlare con noi ed approfondire l’argomento.

Quello che raccontavamo era quindi il Progetto WAW e in questo la nostra realtà; il lavoro e l’impegno che la nostra Cooperativa mette in atto per aiutare le ospiti delle nostre comunità.

Elisa: Il primo giorno ero un po’ agitata ed emozionata a parlare davanti ad un pubblico. Però, quando ho iniziato a raccontare della Cooperativa e del Progetto WAW, ho visto la curiosità delle persone e mi sono sentita a mio agio.

Monica: Il mio compito era quello di spiegare il progetto per il quale siamo stati invitati ed insieme tutta l’esperienza della Cooperativa e delle sue comunità.

Fare questo mi ha permesso di riscoprire il valore dell’opera per la quale lavoro e richiamare alla mente i motivi per i quali, 20 anni fa, ho tanto desiderato lavorarci: la passione e la capacità di valorizzare tutte le persone che si coinvolgono, dai dipendenti ai volontari e, a maggior ragione, gli ospiti presenti nelle nostre strutture.

Cosa ti ha colpito del Meeting?

Sophia: Curiosità, attenzione, comprensione, gratitudine e coinvolgimento.

Questo è ciò che mi ha colpita di più.

Un altro aspetto molto interessante è stato poter io stessa vedere tutte le realtà che hanno partecipato al Meeting. Tutta la fatica e l’amore che ogni singola persona presente ha messo in campo per aiutare a costruire quello che oggi è uno degli eventi più attesi e più coinvolgenti d’Italia.

Elisa: La cosa che mi ha colpita di più è stato l’interesse e l’emozione delle persone mentre ascoltavano la nostra storia. Soprattutto da parte dei giovani che erano veramente numerosi!

La cosa più bella di questa esperienza è stato quel senso di unione tra noi e le persone che si sono fermate per condividere un proprio racconto o per farci i complimenti, con tutti gli organizzatori del meeting e con le realtà presentate negli altri stand.

Monica: Sono rimasta molto colpita dall’interesse che il nostro lavoro ha suscitato nelle persone che ci incontravano. In  questa esperienza ho avuto anche  il privilegio di incontrare tanti volontari stupendi che non solo mettono a disposizione il loro tempo e, in alcuni casi, anche la loro professionalità, ma che con il loro entusiasmo e la loro voglia di conoscere e capire hanno accompagnato i visitatori (e me) a riconoscere il valore profondamente umano e Cristiano che sta alla base di tutto l’avvenimento che è il Meeting.

Sono grata a chi mi ha coinvolto in questa avventura e sono certa che il mio lavoro in Cooperativa avrà d’ora in poi una luce diversa.

Perchè costruttori di futuro?

Il nostro obiettivo è quello di valorizzare quell’io che fino all’ingresso in comunità è stato accantonato sia dalle persone che ospitiamo che dalla società. Ed è anche grazie al Progetto WAW che ciò si sta concretizzando. Grazie a questo progetto abbiamo avuto la possibilità di organizzare dei laboratori (ad es. di cucina, di pediatria, di informatica, di make up) tutti volti alla cura di sé. Sono dei corsi molto semplici che vogliono mettere le basi e fornire gli strumenti necessari per poter ripartire una volta finito il proprio percorso personale ed uscite dalla comunità.


Un esempio che ci tenevamo a portare al Meeting è quello di Nicole, donna che in adolescenza ha sofferto del Disturbo Borderline di Personalità ma che con tanta voglia di rivincita e grazie all’aiuto di chi le è stata accanto è riuscita a guarire. Oggi è madre e lavoratrice. Non una semplice lavoratrice, ma una donna che ha fatto della sua debolezza la sua forza. Nicole ha insistito per lavorare con noi proprio in una delle nostre comunità che accolgono ragazze con il Disturbo Borderline di Personalità, mettendosi tutti i giorni di fronte ad una problematica che lei stessa ha vissuto. Questo però l’ha resa più forte ed in grado di aiutare e capire le ragazze con estrema comprensione e tenerezza. Lei è l’esempio di valorizzazione della propria fragilità, di riscatto e ripartenza, importante per tutte le ospiti per imparare a credere in sé stesse.

(Se vuoi vedere una breve video intervista a Nicole CLICCA QUI)

Noi non offriamo lavoro ma creiamo quelle condizioni fondamentali che permettano alle nostre ospiti di riprendere ad essere protagoniste del proprio futuro, sia attraverso le relazioni e le azioni quotidiane, sia attraverso la specificità dei laboratori progettati con WAW.

Sophia Galli