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Il sostegno psicologico in comunità educativa

“Anche le storie abitano, hanno una casa. Siamo noi la loro casa.”


Dina Vallino, “Raccontami una storia”

Nello sforzo di provare a definire e rendere comprensibile cosa significhi fornire sostegno psicologico alle giovani ospiti di una comunità educativa, funzione che ricopro all’interno della Comunità Artemisia Junior, mi sono resa conto di quanto fosse fondamentale partire dal rappresentare cosa significhi in comunità essere parte del gruppo, di quel noi, che è alla base dell’eccezionale potenziale di cura e di crescita che caratterizza il percorso di comunità.

All’interno della comunità ospiti e operatrici funzionano come un unico gruppo, organizzato e costituito da precise differenziazioni di ruoli e competenze, complessivamente orientato al benessere e alla cura. Utilizzo il termine cura nella sua accezione non solo squisitamente terapeutica, ma anche in quella di dedizione e impegno costante al mantenimento di una cultura di rispetto e sensibilità verso tutte le attività, i momenti quotidiani, le interazioni che compongono la vita della comunità, mantenendo un occhio attento alla potenzialità di cura che ogni momento in comunità può assumere.

All’interno del contesto di comunità la co-responsabilità è un concetto fondante

Ciascun membro del gruppo ha proprie competenze, attitudini, abilità e pensieri che contribuiscono allo svolgimento della vita della comunità e al declinarsi del proprio percorso di crescita all’interno di essa.

Imparare a prendersene carico consente di attribuirsi un valore trasformativo e decisionale.

Le occasioni che il gruppo fornisce in senso evolutivo e di cura sono ricchissime, radicate nella possibilità di imparare a riconoscere i propri bisogni e conciliarli con quelli degli altri, beneficiando del potere del gruppo come specchio. Il gruppo può costituire una base sicura entro cui esprimere elementi vitali nella costruzione della propria individualità. Questo è un movimento fondamentale in una fase delicata come quella della costruzione identitaria, in cui le ospiti adolescenti sono faticosamente impegnate.

Imparare a valorizzare il contributo di tutti

La cura delle dimensione del gruppo passa anche dalla valorizzazione del contributo di tutti i membri. Ciò consente alle ospiti di sperimentarsi come parte di qualcosa di vitale. Acquisiscono così nuovi spazi di consapevolezza rispetto a sé e rispetto a sé nella relazione con gli altri. Viene promosso il mantenimento, nell’intreccio di legami tra i membri, di un continuo flusso comunicativo aperto e di una cultura di comunicazione e trasparenza. Questo nutre l’attitudine di ciascuno ad affrontare in modo riflessivo e aperto le problematiche e tutti i conflitti e le difficoltà connesse alla convivenza.

Ecco che all’interno della complessa fotografia, che gradualmente inizia ad abbozzarsi nella mia mente mentre scrivo della mia esperienza di lavoro in comunità, ho la sensazione di poter finalmente collocare la mia funzione come tutor psicologa, integrandola in un quadro che coinvolge tutti gli attori presenti sulla scena, come parte di un organismo vivente e complesso, costantemente impegnato in una missione condivisa.

Sostegno psicologico: apertura delle ospiti come momento di riflessione da dedicare a sé stesse

Lo spazio di sostegno psicologico costituisce in tal senso uno spazio di ascolto duale, di accoglimento. Qui la giovane ospite può raccontarsi in una maniera potenzialmente diversa rispetto a come già si racconta attraverso linguaggi e interazioni diversificate negli altri contesti della vita. Un momento in cui pensarsi e ripensarsi in un momento di sospensione e di riflessione completamente dedicata a sé.

Lo spazio psicologico individuale si pone in costante dialettica con tutti gli altri momenti di gruppo. E’ caratterizzato come momento protetto in cui poter riflettere ed elaborare elementi della vita attuale o passata. Esso può divenire luogo in cui co-costruire una rilettura critica e attenta delle dinamiche personali e relazionali vissute proprio nella convivenza con le altre ospiti, con i familiari e le operatrici. Come momento di attivazione di una narrazione di sé che spesso risulta bloccata o corrotta dagli eventi di vita sfavorevoli che si sono vissuti, in una tensione verso la crescita e verso l’emergere della soggettività.

Lo spazio psicologico consente spesso alle ospiti di nutrire quello sguardo su di sé, spesso fino ad allora intollerabile, ricomponendo i preziosi riflessi degli sguardi nuovi sperimentati proprio nel gruppo coltivando una dimensione di benevolenza e di assenza di giudizio, che passa inevitabilmente anche da quella sperimentata nelle relazioni fuori dalla stanza di colloquio.

Lo spazio di sostegno psicologico consente il privilegio di assistere e accompagnare il percorso comunitario di crescita e di emancipazione delle giovani ospiti. Un percorso co-costruito in una dimensione di gruppo e di incontro di competenze, personalità e professionalità diversificate, che consenta un arricchimento reciproco. Questo in un continuo viaggio condiviso, certamente con le sue tortuosità e le sue intemperie, ma dal valore inestimabile.

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