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La prima comunità terapeutica in Italia per il trattamento del disturbo borderline ad usare il metodo GET®.

Siamo in procinto di aprire la comunità terapeutica “Frida Kahlo” per il trattamento del disturbo borderline di personalità. La prima comunità terapeutica ad utilizzare il metodo GET® in Italia!

Un percorso articolato e scientificamente validato

L’iter che ha portato fin qui è iniziato alcuni anni fa nel 2014, quando la cooperativa La Clessidra ha avviato la collaborazione con il dottor Raffaele Visintini Responsabile del Day Hospital Disturbi di Personalità IRCCS Ospedale San Raffaele Turro Milano e con l’Associazione GET. Ci interessava sperimentare in comunità il metodo GET® – Gruppi Esperienziali Terapeutici, già validato dal Day Ospital per i Disturbi di Personalità dell’ospedale S. Raffaele.

Parte la sperimentazione presso la nostra comunità Artemisia Junior e nel 2016 siamo pronti ad avviare il Progetto Sperimentale nella comunità Alda Merini. In questo tempo abbiamo potuto verificare sul campo che non solo che il metodo GET si adatta molto bene al contesto di comunità, ma anche che questo ambiente con i suoi ritmi regolari, le attività riabilitative quotidiane e laboratoriali influisce positivamente sull’efficacia del trattamento.

Le validazioni dei risultati sono tutt’ora in corso, tuttavia i dati finora acquisiti sono molto positivi.

Cos’è una comunità terapeutica

Quante tipologie ne esistono? E come si arriva all’accreditamento e dunque all’apertura.

Principalmente le comunità terapeutiche sono di due tipologie:

  1. quelle dell’area psichiatrica (adulti e neuropsichiatria per infanzia e adolescenza)
  2. e quelle specializzate nel trattamento delle dipendenze.

Un’ulteriore distinzione interna all’area psichiatrica è quella relativa al grado di intensità dei trattamenti che le comunità terapeutiche offrono. Ne abbiamo quindi ad alta, media e bassa intensità in base alla gravità e allo stato di acuzie del disturbo di cui i pazienti soffrono.

Infine, ci sono le comunità terapeutiche a ‘doppia diagnosi’: psichiatrica e relativa alle dipendenze.

In termini generali la comunità terapetica, che in ambito internazionale è conosciuta come community care, è un ambiente in grado di potenziare gli effetti di una certa metodologia di trattamento, offrendo inoltre al paziente la possibilità di un distacco da un ambiente di provenienza valutato come sfavorevole all’efficacia delle cure.

Non in tutti i Paesi esistono, ad esempio in Svizzera ogni trattamento o cura specialistica viene effettuata in clinica.

Come si arriva ad autorizzare una nuova CT?

Le comunità terapeutiche sono servizi riabilitativi che fanno parte del SSN,  normate a livello nazionale attraverso le leggi quadro, o di indirizzo, e a livello ragionale. Ogni Regione ha una propria organizzazione territoriale che fa capo alle ASL o ad altri organismi.

Il contesto della Regione Lombardia

In Lombardia il territorio è organizzato attraverso le ATS (agenzia per la tutela della salute) che governano più province e monitorano i servizi sanitari presenti sul territorio. Viene redatta una mappa dei servizi, nel nostro caso una mappa delle comunità terapeutiche, e ne viene valutata l’adeguatezza sia in termini di posti letto disponibili sia in ordine alla loro specializzazione.

Una volta raggiunto un equilibrio ritenuto ottimale tra posti letto e fabbisogno, gli accreditamenti di nuove comunità terapeutiche vengono sospesi. Ogni nuova comunità terapeutica dunque necessita di una specifica autorizzazione che prende il nome di accreditamento.

Il percorso verso l’accreditamento della comunità “Frida Kahlo”

Sia in Regione Lombardia che presso l’ATS Insubria, gli obiettivi raggiunti dalle nostre sperimentazioni sono stati accolti molto positivamente, dando il via all’iter ufficiale per l’accreditamento della nuova comunità terapeutica “Frida Kahlo” per il trattamento del disturbo borderline.

Ciò che ha permesso di ottenere il parere favorevole dell’Organismo di Coordinamento per la Salute Mentale sono:

  • la specificità e l’efficacia della metodologia utilizzata,
  • la scelta del target di riferimento cioè giovani donne con disturbo borderline di personalità,
  • e la collocazione territoriale a sud della provincia di Varese cioè un territorio di raccordo con il comasco, l’alto milanese e il nord della provincia di Milano dove è presente la necessità di una comunità terapeutica con vocazione al trattamento del DPB.

Conclusioni

Un’altra importante conferma per noi e per il nostro lavoro si è concretizzato nella partecipazione, ancora una volta a fianco del San Raffaele, al progetto Interreg Italia Svizzera Yong Inclusion.

Il progetto della durata di 36 mesi ha tra i propri obiettivi l’utilizzo del metodo GET in ambito comunitario, l’avvio della nuova comunità terapeutica “Frida Kahlo” come risultato emblematico sul territorio italiano e la verifica dell’utilità della comunità terapeutica anche in territorio svizzero.

Un ultimo importante passo è stata la stipula del protocollo d’intesa tra Clessidra e l’Associazione GET nata per volontà degli ideatori del metodo GET, il dott. Raffaele Visintini e collaboratori, con finalità di validare, sviluppare e diffondere il metodo stesso.

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