Centri SnodiVita di comunità

Il lavoro con le adolescenti come occasione di crescita umana e professionale.

Grazie al lavoro con le adolescenti ho l’occasione sia di confrontarmi con la mia imperfezione che di vedere la mia competenza come operatrice. Le ragazze di quest’età infatti sanno farmi sentire inadeguata e far traballare le mie sicurezze. Per mantenere uno sguardo equilibrato, accettare di essere umana e di fare fatica è fondamentale ma anche vedere che sono capace di agire nonostante le difficoltà. Solo vedendo e accettando queste difficoltà e i miei limiti posso scegliere quali strumenti usare per riuscire professionalmente. Tra questi ci sono: il rapporto con l’équipe e le colleghe e il supporto reciproco, dal momento che in comunità non si può “lavorare da sole”.

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La giornata in comunità

Condividere la giornata con le ragazze è parte del lavoro in comunità. Mangiamo insieme, ci dedichiamo alle pulizie, guardiamo film, giochiamo a carte, mi chiedono un aiuto nel sistemarsi i capelli fra una chiacchiera e l’altra. Insomma, facciamo tutto quello che le ragazze farebbero in un contesto di vita famigliare. Partecipano inoltre a dei laboratori: io, ad esempio, mi occupo di quello di cucina. Condividiamo delle ricette (nazionali e internazionali) che poi realizziamo tutte insieme con l’idea di promuovere il lavoro di squadra, potenziare le abilità organizzative e ampliare le conoscenze culinarie di ciascuna ospite.

Operatrice di riferimento

Sono anche operatrice di riferimento per alcune di loro: con le quali tengo dei colloqui nei quali si decide del loro progetto in comunità. Parliamo di come sta andando il percorso, se ci sono conflitti o momenti da valorizzare, parliamo della scuola, del loro futuro, dei loro punti di forza e come vorrebbero proseguire anche oltre il periodo comunitario. Si tratta di momenti delicati.

L’operatrice di riferimento (ODR) è una sorta di bussola che aiuta ad orientarsi, indicando quale sia il nord – ovvero ricordare quali siano gli obiettivi del progetto e aiutare a fare il punto della situazione, senza imporre la propria decisione e senza sostituirsi alla ragazza nel cammino che sta seguendo. Per me sono momenti stimolanti e creativi! Cerco di creare un dialogo con l’ospite per comprendere insieme come muoverci per raggiungere gli obiettivi concordati e per trovare strategie e soluzioni che permettano di affrontare le difficoltà incontrate.

La gestione dell’imprevisto

Eccoci ora a tutta la parte meno programmata, quella dell’imprevisto quotidiano: sfoghi, sconforto, conflitti, litigi, ansie, nervosismo, noia, disagio, compagnia… Ogni volta si cerca di rispondervi al meglio, ma non c’è una ricetta preconfezionata per gestirli alla perfezione. Cerco di leggere la situazione e in base a questo modulare l’azione:

  • accogliendo quanto viene detto o agito,
  • ascoltando e comprendendo cosa porta e sente,
  • fornendo uno spazio di contenimento,
  • confortando e dando un rimando o cercando insieme delle soluzioni.

Talvolta tali situazioni sono complesse e difficili: il supporto della collega in turno può essere un aiuto importante. Confrontarsi con le colleghe e chiedere loro un rimando, aiuta a comprendere come sia stata gestita la situazione e a valutare se è bene riaffrontare in un secondo momento e con più calma qualche aspetto critico con le ospiti.

La promozione del “fare assieme”

Per me, lavorare con ragazze adolescenti, rappresenta una grandissima sfida personale perché incontro diverse difficoltà:

  • mantenere la professionalità nei momenti di provocazione e offesa da parte delle ospiti,
  • la gestione delle emozioni che mi suscitano le storie personali delle ragazze,
  • il lasciarmi permeare soprattutto dalle emozioni negative.

Tuttavia, questa esperienza rappresenta per me un’opportunità stimolante di crescita, sia professionale che umana, in cui sento che sto imparando molto, grazie a quanto ciascuna ospite mi sta offrendo e sceglie di condividere con me.

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Il ruolo dei valori nella relazione in comunità

Attraverso il mio operato quotidiano ed il mio modo di stare in relazione cerco di promuovere quelli che per me e per la comunità sono pratiche e valori importanti, quali il “fare assieme”, il rispetto reciproco, l’astensione del giudizio in modo che si possa parlare liberamente e confrontarsi rispettosamente, l’importanza del pensiero di ciascuna persona che vive e lavora in comunità.

Il sentimento prevalente è la gratitudine

Inoltre, cerco anche di ritagliare dei piccoli momenti da dedicare a ciascuna ragazza, che sia per una chiacchierata o un’attività condivisa, per poterle conoscere meglio in una dimensione più individuale. Generalmente all’interno di questi momenti, si creano degli scambi arricchenti, da cui esco con la soddisfazione di aver imparato qualcosa di nuovo e un senso di gratitudine per quanto condiviso.

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