Centri Artemisiacomunità mamma-bambino

Ricostruirsi come madri e donne all’interno della società

Obiettivo principe del lavoro nei Centri Artemisia è il sostegno e la valutazione delle competenze genitoriali. La bussola valoriale che guida il nostro operare, però, non tralascia che le nostre ospiti non sono “solo madri” ma anche e soprattutto donne.

Dal disagio al riscatto

Consideriamo che le donne accolte in comunità vengono da situazioni di forte disagio, che vanno dalla mera carenza di mezzi di sostentamento fino a situazioni di reiterata violenza domestica. Di conseguenza si sentono deprivate della loro dignità: ritengono di avere poco valore e questo le porta a non sentirsi in grado di agire efficacemente il proprio ruolo sociale di donna e di madre.

La vita di comunità, le sue regole semplici, l’ordinato ripetersi della ruotine quotidiana, i rapporti curati e protetti sono il primo aiuto che noi operatrici offriamo. Si tratta di gesti semplici, ma dai quali passa necessariamente ogni forma di riabilitazione relazionale e sociale.

Considerato in questa prospettiva, l’inserimento in comunità è il primo passo di un re-inserimento sociale. L’ambiente comunitario rispecchia una micro-società dove ciascuna ospite può imparare di nuovo a rimettersi in gioco. Non tutto è semplice in comunità: ci si ritrova a vivere in un ambiente esigente, con regole da rispettare e si è costantemente immersi in una molteplicità di relazioni (con le altre donne, con i bambini, con le operatrici, gli operatori dei servizi sociali).

L’autonomia economica e sociale

La prospettiva della risocializzazione ha indubbiamente una forte apertura verso l’esterno. Una delle mete a cui si aspira è quella della autonomia, intesa anche in termini economici e abitativi. Durante la permanenza in comunità affianchiamo le ospiti nella ricerca di un’occupazione lavorativa. Aiutiamo con la stesura del curriculum vitae, l’iscrizione alle varie agenzie interinali e la ricerca di annunci on-line.

Nella comunità “Casa la vita” di Lecco abbiamo anche sperimentato un gruppo su come presentarsi e come gestire un colloquio di lavoro, molto gradito alle ospiti. Dal momento in cui una donna accolta in comunità riesce a trovare un’occupazione, l’operatrice di riferimento la affianca per costruire un “piano di risparmio”. Si evidenziano cioè quali piccole spese può iniziare a permettersi. Il passo successivo è proprio quello di accantonare i risparmi, che nel tempo serviranno per l’affitto di un’abitazione in cui vivere con i propri figli, al termine del percorso comunitario.

La collaborazione con i Servizi Sociali

Reperire e soprattutto mantenere un’occupazione lavorativa non è facile. Spesso le donne accolte trovano lavori con contratti di breve durata che non permetterebbero di sostenere in autonomia le spese di gestione di una casa. In queste situazioni vengono concordati con i Servizi Sociali dei progetti di semi-autonomia. Le madri con i loro figli vengono trasferiti in alloggi per l’autonomia o in appartamenti di housing sociale dove non hanno l’onere delle spese vive di gestione della casa, ma devono dimostrare di saper gestire i contributi economici a loro erogati.

In questi casi è anche previsto l’affiancamento di una figura educativa per alcune ore nell’arco della settimana. Si tratta di un servizio di accompagnamento alla risocializzazione; che aiuta le donne accolte e loro figli nell’uscita dalla comunità, una fase del progetto delicata che può nascondere molte inside.

Per questa ragione i Centri Artemisa hanno sviluppato un’esperienza ultra decennale nella gestione degli alloggi per l’autonomia. Servizio che ha delle proprie specificità rispetto alla comunità, sul quale torneremo in uno dei prossimi approfondimenti.

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