La nostra storia

Meeting Rimini 2021 – Anche io c’ero

Frase simbolo della mostra al Meeting di Rimini 2021

Quest’anno, come tutti gli altri anni a partire dal 1980, si è svolto il Meeting di Rimini. Il tema della fiera era “il coraggio di dire io”, una tematica completamente incentrata sulla persona e sulla sua costruzione.

Grazie al Progetto WAW – Women at Work del quale la Cooperativa Il Sentiero è Capofila, abbiamo partecipato per raccontare le nostre esperienze di vita all’interno delle nostre comunità.

Il nostro lavoro, proprio in connessione con il tema della fiera, è incentrato sulla persona e sulla sua valorizzazione come attore, come soggetto attivo del proprio percorso e delle proprie dinamiche.

Il nostro stand era inserito nella mostra Costruttori di futuro. Quando il lavoro abbraccia la fragilità. L’obiettivo era la narrazione di alcune esperienze di reinserimento lavorativo di persone in stato di fragilità e difficoltà.

Stand Progetto WAW e visitatori al Meeting di Rimini
Il Dott. Arrigone della Cooperativa Il Sentiero mentre parla ai visitatori allo stand del Progetto WAW

La Cooperativa Il Sentiero al Meeting di Rimini

Come spiegavamo ai vari ospiti che ci hanno fatto visita allo stand, noi non ci occupiamo di trovare un’occupazione alle persone. Il nostro ruolo è quello di sostenerli nella costruzione della propria vita.

Per alcune di noi il Meeting di Rimini è stata una grande novità in quanto non avevamo mai partecipato a quest’evento. Non sapevamo bene cosa aspettarci. Curiose e desiderose di fare nuove esperienze abbiamo accettato e siamo partite alla volta di Rimini.

Per altre invece, l’evento era ben conosciuto e già visto negli anni passati. In entrambi i casi ci si è sentite subito fiere ed orgogliose di farvi parte, e felici di dare un contributo concreto, sia attraverso chi ha presenziato allo stand ma anche attraverso chi ha organizzato e coperto i turni delle comunità in modo tale da rendere tale presenza possibile.

Intervista alle operatrici che hanno presenziato al Meeting di Rimini

Proseguono così le interviste e le esperienze di alcune nostre operatrici che hanno partecipato al Meeting di Rimini 2021.

Leggeremo i commenti di Valentina Costall, Eleonora Gamasco e della coordinatrice Stefania da Re, della comunità Santa Teresa (parte della rete dei Centri Artemisia) e dell’operatrice Claudia Mussa e della coordinatrice Rossella Andò della comunità Artemisia Junior (parte della rete dei Centri Snodi).

Stand Progetto WAW e Cooperativa Il Sentiero al Meeting di Rimini 2021
Lo spazio dedicato alla nostra Cooperativa

In che date hai partecipato al Meeting?

Valentina: Ho partecipato al meeting il 25 di agosto.

Eleonora: io e la mia collega Valentina siamo arrivate a Rimini il 24 sera dove c’era già la nostra coordinatrice ad attenderci. Abbiamo così potuto iniziare a vedere come era strutturato lo stand e vedere il filmato di presentazione del Progetto WAW – Women at Work.

Il 25 agosto abbiamo presenziato allo stand dalle ore 11 alle 18. Entrambe non avevamo mai partecipato al Meeting. Lo abbiamo conosciuto grazie alla nostra coordinatrice Stefania e alla nostra cooperativa. Ci ha dato la possibilità di scoprirlo e, in quella giornata, abbiamo cercato di vivere questa esperienza dando e ricevendo il massimo di ciò che potevamo dare e ricevere.

Stefania: Ho partecipato al Meeting dal 22 al 25 agosto, allo stand della mostra il 25 agosto. Personalmente conoscevo già il Meeting, avendovi partecipato da diversi anni. L’edizione di quest’anno è stata davvero particolare. Magari lontana dai grandi numeri dell’epoca pre-Covid, ma tenace come sempre, con la stessa voglia di esserci, di raccontare storie positive che, soprattutto in questi mesi, riescono ad infondere speranza nonostante tutto. Inoltre, quest’anno non ho partecipato come semplice “spettatrice“. Avevo qualcosa da raccontare, e quest’essere stata invitata, per me è stato davvero un onore perché mi sono sentita parte di una costruzione più grande. È stato anche edificante, per me, vedere la fiducia nell’accettare l’invito e la voglia di partecipare in chi non conosceva il Meeting. Prime fra tutte le mie care colleghe, alle quali va un grande grazie.

Claudia: ho dato la mia disponibilità per le giornate di sabato 21 e domenica 22 agosto.

Rossella: sono stata presente nella giornata di lunedì 23 agosto.

Leggi anche: Il Progetto WAW al Meeting di Rimini

Foto di gruppo Costruttori di Futuro-Meeting Rimini 2021
Volontari e partecipanti della mostra ”costruttori di futuro”

Come è stato parteciparvi? Qual era il vostro compito?

Valentina: Il mio compito era quello di presentare i laboratori del Progetto WAW, integrando al tema della fiera il nostro lavoro di educatrici nella comunità Santa Teresa. È stato per me molto difficile parlare davanti ai tanti visitatori, ma nello stesso tempo è stato bello rispondere alle domande che facevano. Raramente abbiamo la possibilità di raccontare quello che svolgiamo ogni giorno, ma anche poter raccontare le storie delle nostre ospiti che rendono possibile tutto quello che facciamo. Inoltre ho raccolto foto e video in modo da documentare successivamente l’esperienza alle colleghe che non vi hanno potuto partecipare.

Eleonora: è stata un’esperienza breve ma intensa e unica che porterò nel mio bagaglio personale per sempre. Il mio compito era quello, insieme alla mia coordinatrice e alla mia collega, di parlare con i gruppi che arrivavano allo stand. Raccontavamo della nostra cooperativa, delle nostre comunità e dei laboratori attivati dal Progetto WAW (cucina, informatica, family manager). Spiegavamo inoltre come l’aiutare la persona a costruire, passo dopo passo, il suo futuro sia un valore che fa parte del nostro modo di lavorare nella quotidianità della comunità educativa mamma-bambino nelle quali operiamo. Inoltre, per dare un’idea concreta di ciò che viviamo nelle nostre comunità, raccontavamo alcune storie di madri che, con i propri figli, sono riuscite a ricostruirsi e ripartire con coraggio.

Ho partecipato provando un mix di emozioni. Agitazione, entusiasmo, orgoglio, con un sentirsi piccoli e allo stesso tempo parte di qualcosa che contribuisce, che aiuta le persone e quindi il mondo ad essere qualcosa di migliore.

Stefania: Il mio compito era spiegare alle persone che visitavano il nostro stand qual è l’attività che svolgiamo come cooperativa ed il Progetto WAW. Parteciparvi è stato stimolante. Ho dovuto rifocalizzarmi su ciò che svolgo come lavoro e sul perché vale la pena impegnarsi quotidianamente. Il tutto per poter cercare di farlo capire anche alle persone che venivano ad ascoltarci.

Io e le colleghe Eleonora e Valentina, che lavoriamo in comunità genitore-bambino dei Centri Artemisia, raccontavamo i motivi e l’iter per cui certe donne si trovano ad entrare in comunità con i propri figli, come vivono l’inserimento in struttura e i percorsi di sostegno che proponiamo loro.

Oltre al supporto alla genitorialità, spesso si toccano aspetti come la formazione professionale e/o la ricerca del lavoro, nell’ottica di una (ri)acquisizione della propria autonomia di vita.

Ci tenevamo a raccontare anche le storie emblematiche di alcune ospiti che, grazie al fatto di aver saputo sfruttare l’aiuto offerto in comunità, sono riuscite in questo percorso di ricostruzione del proprio io, ad esempio conseguendo una qualifica professionale, trovando e mantenendo un lavoro, uscendo infine dalla struttura con i propri figli.

Rossella: Mi è stato chiesto di raccontare ai gruppi che venivano a visitarci, chi siamo e cosa facciamo. Dopo un iniziale imbarazzo tutto è avvenuto spontaneamente. La possibilità di poter condividere con altri le esperienze vissute, prima da operatrice e successivamente da coordinatrice di uno dei nostri Centri Snodi, mi ha entusiasmata facendomi inoltre toccare con mano l’interesse e la riconoscenza per il lavoro che svolgiamo, manifestati da molti dei nostri visitatori.

Claudia: Mi sono presa un po’ di tempo per conoscere la mostra in cui eravamo ospitati e gli stand vicini. Ho ascoltato gli interventi dei nostri Responsabili e mi sono inserita progressivamente raccontando l’obiettivo del Progetto WAW collegandolo alla mia esperienza personale in qualità di educatrice della Comunità Artemisia Junior, una delle nostre strutture.

Due operatrici che spiegano il loro lavoro allo stand
Stefania Da Re ed Eleonora Gamasco che parlano con i visitatori

Cosa ti ha colpito del Meeting?

Valentina: Mi ha colpita lo spirito energico dei volontari. E’ stato bello vedere anche ragazzi giovanissimi molto coinvolti e pronti a lavorare tutti insieme per un bene collettivo. Mi ha colpito anche il grande interesse nei confronti del nostro lavoro. Mi è piaciuto confrontarmi con persone che svolgono il nostro stesso lavoro con modalità differenti, ma anche persone totalmente sconosciute alle quali faceva piacere ascoltare le storie che avevamo da raccontare. La cosa più bella però è stata condividere questa meravigliosa esperienza con le mie colleghe e non!

Eleonora: mi ha colpito in particolare l’impegno delle persone. L’impegno e l’entusiasmo di chi, come la nostra cooperativa, si metteva in gioco nell’incontrare gli altri e raccontare la propria esperienza. Ma anche l’impegno e la curiosità dei visitatori nel voler conoscere, informarsi, sapere e ascoltare.

Stefania: Del Meeting mi colpiscono l’attenzione e la disponibilità all’ascolto delle persone che partecipano. Tutti ascoltano ciò che hai da raccontare e spesso sono interessati ad approfondire ciò che viene proposto con domande e osservazioni, anche se non sono “addetti ai lavori

Claudia: Mi ha colpito la semplicità e l’autenticità degli incontri. Ci sono venute a visitare tante persone provenienti da tutta Italia e con professionalità differenti, sempre curiosi e affascinati da ciò che raccontavamo.

Rossella: Mi ha molto sorpresa il modo in cui tutte quelle persone, in rispettoso silenzio, venivano ad ascoltarci e si soffermavano anche oltre la presentazione per poter avere ulteriori informazioni su ciò che facciamo, per sentire altri racconti o per chiedere consigli.

Osservazioni e conclusioni

In conclusione, possiamo dire che la manifestazione del Meeting per l’amicizia dei popoli ci ha insegnato molte cose. La più importante tra queste è che siamo tutti fragili, tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci sostenga in alcuni momenti della nostra vita. Quello che ripetiamo sempre è che tutti noi educatrici, operatrici, coordinatori, responsabili, ospiti siamo tutti parte di una stessa realtà che ci porta a imparare continuamente gli uni dagli altri. Il nostro lavoro è fondato sulla relazione, e dalla relazione si sviluppa una reciprocità continua. È un sostegno reciproco, sempre.

Durante questa esperienza abbiamo sentito ripetere spesso frasi come “fate un lavoro molto bello”, “siete molto coraggiose, il vostro lavoro non è per tutti”, “grazie a persone come voi, altre possono avere un futuro migliore”.

È stato come ricevere un’iniezione di fiducia, un rinforzare qualcosa in cui crediamo già fermamente e che portiamo avanti ogni giorno con grande passione.

Valentina Costall, Eleonora Gamasco, Stefania Da Re, Rossella Andò, Claudia Mussa