Progetto Sperimentale Alda Merini

Il Progetto Sperimentale Alda Merini nasce da una collaborazione tra la cooperativa Il Sentiero e l’ATS Insubria, approvata dal Comune di Castellanza (VA). La proposta è quella di un nuovo modello socio sanitario integrato per l’accoglienza e riabilitazione psicoeducativa di giovani (adolescenti e in età di transizione) con Disturbo di Personalità Borderline (DPB).

La metodologia innovativa sviluppata dalla comunità Alda Merini prevede l’accoglienza, la riabilitazione e il trattamento di giovani di sesso femminile dai 15 ai 21/24 anni, ed è basata sull’integrazione di un modello intensivo di trattamento denominato GET[1] (gruppi esperienziali terapeutici), specifico per il disturbo di personalità borderline e un modello intensivo di riabilitazione socio educativa incentrata su attività laboratoriali di natura espressiva e pratica, sulla cultura di comunità e orientati alla ripresa delle comuni condotte sociali specifiche dell’età. Le ragazze e le giovani accolte sono allontanate pro tempore dalle loro famiglie. Il ricongiungimento famigliare (quando possibile) è uno degli obiettivi della comunità, che prevede per i genitori uno specifico percorso di accompagnamento.

Il Progetto comporta una profonda rivisitazione del tradizionale modello comunitario di cui si elencano di seguito le articolazioni principali:

Componenti dell’equipe

Responsabile di Comunità, Coordinatore, Supervisore (Psichiatra – psicoterapeuta ideatore del metodo GET referente clinico del trattamento); operatori con specifica formazione per il trattamento di gruppo secondo il metodo GET (Gruppi Esperienziali Terapeutici), operatori con specifica formazione per la conduzione, nelle 24 ore, della comunità. Tutte le figure partecipano all’equipe settimanale di supervisione di tutte le attività e di tutti i casi. È inoltre prevista la partecipazione stabile del Direttore Generale dei Centri Snodi, dott. Luigi Campagner, come supervisore organizzativo del Progetto.

  • Ad ogni ospite è assegnato un tutor personale, e un operatore di riferimento. Inoltre è garantito il monitoraggio settimanale di tutti i progetti individuali e, quando necessario, quello farmacologico.

Attività di trattamento, educative, riabilitative e sociali

a tutte le minori è garantita la partecipazione alle attività di trattamento nei gruppi e ai colloqui psicoterapeutici, il coinvolgimento nelle attività educative, parascolastiche e nei laboratori riabilitativi. All’interno della comunità vengono svolti dei “laboratori” in gruppo: attività a carattere espressivo, culturale e di autonomia personale. Allo stesso tempo gli educatori si occupano di accompagnare e monitorare le ospiti nelle attività esterne volte all’autonomia e al reinserimento progressivo nella società. Mediamente ogni ospite partecipa a quattro gruppi clinici e a sette laboratori settimanali. Sono anche coinvolti nella gestione quotidiana della struttura, imparando così a svolgere tutte le mansioni necessarie per tenere ordinato e gradevole un ambiente di vita.

  • Sono favorite le attività sociali sia obbligatorie (formazione scolastica secondo l’inclinazione personale) sia del tempo libero in armonia con i progetti individuali e con le condizioni di salute psicofisica personale.

Collaborazioni

il progetto sperimentale Alda Merini di Presa in Carico Integrata è attuato grazie anche alla collaborazione tra la comunità Alda Merini, l’associazione GET, il Day Hospital dell’Ospedale S. Raffaele, l’Università SUPSI del Canton Ticino e la Clinica Santa Croce del Canton Ticino (Svizzera) [2].

Inserimenti

le richieste di inserimento sono valutate dal responsabile della comunità e dallo psichiatra attraverso alcune visite e in base alla documentazione sociale e clinica fornita. La prima fase di inserimento ha
durata di tre mesi, durante i quali viene effettuato uno screening diagnostico e motivazionale che utilizza diverse figure e strumenti. Nello stesso periodo si osserva il coinvolgimento dell’ospite nelle attività della comunità e nei rapporti con il gruppo di pari e con gli operatori, inoltre si inizia il lavoro motivazionale rispetto al trattamento. I risultati raccolti in questa prima fase, con il coinvolgimento di tutta l’equipe integrata, vergono consegnati al responsabile, per la comunicazione ai servizi invianti e specialistici. Alla prima fase dell’inserimento spetta stabilire la presenza di tutti i fattori di idoneità soggettiva al percorso riabilitativo comunitario, atti a determinarne la prosecuzione. In assenza di tali fattori il responsabile della comunità condivide le valutazioni emerse con la finalità di individuare con gli invianti il servizio più idoneo al nuovo collocamento.

REFERENTE UNICO PER GLI INSERIMENTIDOTT. CARLO ARRIGONE
Cell.3484901855
e-mail: arrigone@ilsentiero.org, ajunior@snodi.net, aldamerini@snodi.net


[1] Il metodo GET, di prossima pubblicazione e validazione scientifica, è stato messo a punto dal Dott. Raffaele Visintini e collaboratori nel contesto del Day Hospital dell’Ospedale San Raffaele di Milano dedicato al trattamento dei disturbi di personalità borderline in giovani pazienti. Il Centro Alda Merini si pregia di aver coinvolto – unico in Italia – nelle proprie equipe, il Dott. Raffaele Visintini per realizzare un progetto sperimentale finalizzato alla creazione di un nuovo modello socio sanitario integrato

[2] La collaborazione con l’ospedale San Raffaele di Milano, l’università SUPSI e la Clinica Santa Croce è stata formalizzata all’interno del progetto europeo Young Inclusion. Vedi il sito  http://www.younginclusion.org